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Donne 4 insegnanti su 5: cresce la "valanga rosa"

L'analisi di Tuttoscuola.com che ha elaborando gli ultimi dati Miur: in 10 anni la percentuale è passata dall’80,6% all’82,7%. Nel Meridione l’incremento più forte. Nel 2017 quasi 700 mila insegnanti donne in cattedra

08 marzo 2018

ROMA - La scuola tra i settori pubblici è quello con la più alta percentuale di donne, che in 10 anni crescono di 2 punti percentuali. Un incremento che tocca sopratutto il Sud Italia. Nella Giornata dedicata lo ricorda Tuttoscuola.com (elaborando gli ultimi dati Miur sul personale scolastico) che parla di “una vera e propria valanga rosa”. In dieci anni la percentuale di “quote rosa” in cattedra è aumentata di oltre due punti percentuali (dall’80,6% all’82,7%) e, anche se in tutta Italia l’incremento è stato generalizzato, è stata la fascia delle scuole superiori a contribuire maggiormente a questo incremento di genere. Anche tra i docenti con contratto a tempo determinato la prevalenza è nettamente al femminile: le insegnanti statali con supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche su posti comuni e di sostegno sono infatti quasi 96 mila, il 76%. Solo l’anno scorso, secondo gli ultimi dati ufficiali del Ministero, le insegnanti donne in cattedra, di ruolo o supplenti nelle scuole statali sono state quasi 700 mila, l’81,7% degli 855.734 docenti di ogni ordine e grado di scuola (esclusi i docenti di religione cattolica). 

Donne a scuola - Tabella 2018 da Tutto scuola

Nel Meridione l’incremento più forte di donne nella scuola. Record della Puglia che nel complesso dei vari settori è passata dal 78,3% del 2006-07 all’81,9% del 2016-17 (3,6 punti di incremento percentuale), seguita da Basilicata (+ 2,8 punti in percentuale), Calabria (+ 2,6) e Campania (+ 2,5).

- Incremento consistente nelle scuole superiori. Data ormai per scontata la situazione pressoché strutturale della scuola statale dell’infanzia dove la presenza femminile sfiora da anni il 100% (99,30% nel 2016-17), negli ultimi dieci anni la presenza femminile nelle cattedre di scuola secondaria di I grado è passata dal 76,8% al 78,1%, "un incremento piuttosto sensibile". Percentuali oltre l’80% si registrano in Emilia, Lazio e Liguria con l’Umbria al preimo posto con l’82%. Il cambiamento di genere più significativo nell’ultimo decennio si è registrato però negli istituti superiori dove la percentuale femminile è passata dal 60,6% al 65,7%, con un balzo avanti di oltre cinque punti in percentuale. Mediamente oggi in cattedra nelle scuole superiori 2 professori su tre sono donne. Vent’anni fa il rapporto di genere era pressoché pari: 50% e 50%. La Liguria, l’Emilia e l’Umbria, con oltre il 68% di professori donne, registrano attualmente il più elevato tasso di femminilizzazione negli istituti secondari di II grado; ma nel Lazio la percentuale va ben oltre, sfiorando il 70%.

La valanga rosa non ha risparmiato nemmeno la dirigenza scolastica. Nell’anno scolastico 1998-99, prima dell’autonomia scolastica, cioè, quando i 10.839 capi d’istituto in servizio provenivano per concorso dai settori scolastici dove avevano operato come docenti, gli uomini erano 6.798 (62,7%) e le donne 4.041 (37,3%): quasi 2 uomini ogni 3 capi d’istituto. Nel 2015 il superamento è ampiamente avvenuto. Tra i 7.448 dirigenti scolastici in servizio gli uomini si sono ridotti a 2.515, un terzo del totale, mentre le donne sono 4.933, pari al 66,2%. Rispetto a quasi vent’anni prima, dunque, tra i capi d’istituto il rapporto di genere si è invertito a favore delle donne.

 

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