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Pistoia, i ragazzi autistici diventano agricoltori. E il centro diurno diventa fattoria

L’esperienza del centro diurno e community farm Agrabah, dove vivono 26 ragazzi e ragazze che coltivano i prodotti della terra, allevano gli animali e vendono i prodotti. Nei giorni scorsi la visita dell’assessore Saccardi: “Allo studio un progetto per sostenere il centro”

09 aprile 2018

- PISTOIA – I ragazzi con autismo imparano a coltivare l’orto, allevare gli animali e vendere i prodotti della natura. E’ l’esperienza pistoiese del centro diurno Agrabah, una farm community dove 26 ragazzi e ragazze con autismo trascorrono le giornate (con orario dalle 9 alle 17) assistiti da operatori sanitari, psichiatri, psicologi. Il centro - fondato nel 2002 da un gruppo di genitori di bambini con autismo – si trova nelle campagna intorno a Pistoia, immerso tra prati e uliveti. Proprio qui, nei giorni scorsi, è arrivata per una visita l’assessore regionale alla salute e alle politiche sociali Stefania Saccardi.

“Attraverso la Asl centro, è allo studio un progetto per supportare economicamente il centro diurno Agrabah, con l’obiettivo di offrire ai giovani con autismo la possibilità di vivere una vita più autonoma possibile, nell’intento di un loro graduale inserimento sociale e professionale nella società” ha detto l’assessore Saccardi. 

Centro diurno Agrabah 1

Gli ospiti hanno un’età media compresa tra i 25 e i 40 anni. Durante il giorno, seminano le piante, coltivano gli ortaggi, seguono laboratori di ceramica, preparano erbe aromatiche, seguono lezioni di cucina, fanno la spesa al supermercato, fanno ginnastica, trekking urbano e varie uscite sul territorio. Alcuni dei prodotti coltivati sul territorio vengono poi venduti ai mercati e ai ristoratori locali e finiscono sulle tavoli dei ristoranti delle zona.

“Il nostro obiettivo – hanno spiegato i responsabili dell’associazione Agrabah, che sta per Associazione Genitori per l’Autismo – è quello di avviare una comunità alloggio dove i nostri ragazzi possano vivere in autonomia, quando noi non saremo più in grado di assisterli. Già adesso alcuni degli ospiti pernottano un paio di volte alla settimana dentro la struttura”.

 

 

 

 

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