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In “vacanza assistita”, anche con il welfare aziendale: ecco i soggiorni “Bed & Care”

Una vacanza con servizi, ausili, assistenza, destinata ai caregiver che vogliono viaggiare insieme ai propri familiari disabili, malati o anziani. Una possibilità accessibile anche economicamente, grazie al “welfare aziendale” di “JOINTLY - Il welfare condiviso”

23 giugno 2018

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ROMA – “Bed & Care”, ovvero “letto e cura”: obiettivo, garantire il diritto alla vacanza per chi ha un familiare disabile, anziano o malato. Senza rinunciare a stare insieme, ma assicurandosi anche momenti di relax. Il progetto sta prendendo il via proprio in questi mesi: sarà l'esordio, questa estate che sta iniziando. Le proposte di viaggio sono consultabili sul portale dedicato. “La nostra agenzia – ci spiega Serena Stefanoni, referente del servizio soggiorni climatici Bed&Care - è nata per aiutare persone disabili e caregiver a trovare destinazioni, attrezzature e servizi di cui hanno bisogno durante il viaggio: assistenza, servizio infermieristico, noleggio ausili, sono aspetti particolarmente importanti per chi si sposta su un territorio che non conosce e in cui deve necessariamente ricreare quella rete sociale che consenta a ciascuno di vivere serenamente la malattia o la disabilità”. Un progetto per sua natura “sinergico”, visto che per garantire questa possibilità è necessario “attivare una serie di soggetti sul territorio interessato – spiega ancora Stefanoni – come i prestatori di servizi, i noleggiatori di ausili ecc.”.

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Una particolare sinergia è quella che si è creata con “Jointly”, che “dal 2014 supporta le aziende nel comprendere, orientare e rispondere ai bisogni dei dipendenti delle sue aziende clienti) – ci spiega Barbara Fondacaro, account Partner JOINTLY) – Il nostro network – riferisce – conta oggi circa 40 aziende clienti, 350 mila dipendenti su tutto il territorio nazionale, a cui offre, tramite 400 partner, servizi innovativi e sostenibili che coprono diverse aree di bisogno: supporto ai dipendenti caregiver, orientamento a studio e lavoro per i figli, supporto alla genitorialità, benessere personale. Il servizio 'Soggiorni climatici', che abbiamo avviato quest'anno insieme a Bed&Care, si inserisce nell'ambito di 'Fragibilità', uno dei nostri principali servizi di welfare aziendale e volto al supporto ai caregiver”. In pratica, mettendo a disposizione dei dipendenti aziendali i 'soggiorni climatici' tra i servizi di welfare fruibili, “si riescono a ridurre molto i costi – ci spiega – perché una parte delle è sostenuta dal 'borsellino elettronico' messo a disposizione dei dipendenti dalla propria azienda. Ma soprattutto si migliora il cosiddetto ' work-life balance' del dipendente, che riesce così a concedersi una vacanza con il proprio caro senza preoccupazioni sull’assistenza che riceve. JOINTLY – spiega ancora Fondacaro – si pone infatti l'obiettivo di offrire servizi di welfare ai dipendenti aziendali per migliorare le loro condizioni di vita dentro e fuori l’azienda, supportandoli con servizi concreti in risposta ai loro bisogni. 

Quanto? La vacanza “Bed & Care”, comunque, non ha costi molto superiori a quelli di un tradizionale soggiorno. “Certo è difficile stabilire un costo medio, in ambito turistico – riferisce Stefanoni – ma possiamo calcolare che una vacanza con servizi costa dal 5 al 10% in più rispetto a una tradizionale. Grazie al welfare aziendale, poi, riusciamo a ridurre ulteriormente questa differenza”. 

Dove? Diverse sono le mete proposte e le topologie di soggiorno richieste. “In questi primi mesi di attività – ci riferisce Stefanoni - abbiamo fatto viaggiare più di 250 persone, ma abbiamo avuto molte più richieste di vacanze assistite. Da queste richieste, abbiamo colto la necessità di modificare la nostra offerta. Per esempio, ci eravamo concentrati sul Sud e sul mare, ma ci siamo resi conto che molte richieste sono diverse da quelle immaginate. Per prossimo anno amplieremo quindi l' offerta, inserendo mete in montagna e nel Centro-nord, richieste soprattutto dai dipendenti delle grandi aziende, che si trovano in gran parte nelle regioni settentrionali”. Per quanto riguarda la durata del soggiorno, “di solito la permanenza è più lunga di una vacanza tradizionale: una volta affrontata la fatica dello spostamento e dell'organizzazione – spiega infatti Stefanoni - si tende a stare in vacanza almeno 10 giorni”. 

box Chi? “I nostri clienti – spiega ancora Stefanoni -. appartengono a tre macrocategorie, che corrispondono quindi alle tipologie di richiesta che ci rivolgono. La prima categoria è quella delle persone disabili più attive, che hanno riportato una disabilità motoria in seguito a un incidente, senza che però fossero compromesse altre funzioni-. Sono persone che vogliono viaggiare, avere ausili e assistenza nell'albergo che hanno scelto e vivere la vacanza nella massima autonomia possibile”. Il secondo “target” è quello delle “famiglie con bambini e ragazzi con diverse disabilità, che vogliono viaggiar insieme, desiderano portare con sé il proprio figlio, ma vogliono concedersi qualche ora di tempo per poter leggere un libro o rilassarsi. Generalmente queste chiedono tre o quattro ore al giorno di assistenza”. La terza categoria è quella dei figli di genitori anziani, che cercano “una vacanza rigeneratrice, dopo un anno in cui si sono destreggiati tra lavoro, cura dei figli e assistenza ai genitori. Desiderano portare con sé il genitore o i genitori, assicurandosi però che siano correttamente assistiti in un contesto protetto. Generalmente chiedono ausili, assistenza specifica, controlli medici”. 

La “felicità del giornale sotto l'ombrellone”. Per capire concretamente cosa significhi “vacanza assistita”, Stefanoni ci riferisce quanto riportato da una famiglia cliente. “Di ritorno da un soggiorno 'bed & care' in Sardegna, i genitori di un ragazzo con autismo ci hanno confessato di essere riusciti, per la prima volta dopo tanti anni, a leggere il giornale sotto l'ombrellone! Questo fa comprendere quanto la realtà del caregiver sia difficile: ricevere questo supporto in vacanza significa riconquistare momento di riposo, ricaricando le pile senza separarsi dal proprio caro. Il bisogno che noi vogliamo soddisfare è la vacanza: un'esigenza, un diritto, una possibilità che deve essere fruibile a tutti”. (cl)

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