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Arresto Battisti, il Garante: “Rimuovere i video e controllare il linguaggio”

Non fa sconti il Garante dei detenuti, Mauro Palma, su quella che definisce “la spettacolarizzazione dell’estradizione di Battisti”. Il suo intervento segue quello dell’Unione Camere Penali e dell’associazione Antigone che hanno espresso critiche sulla gestione mediatica della vicenda. Maisto: "Spettacolarizzazione basata sull’ignoranza"

16 gennaio 2019

ROMA - “Primo: rimuovere i video. Secondo: controllare il linguaggio”. Non fa sconti il garante nazionale Mauro Palma sulla “spettacolarizzazione dell’estradizione di Cesare Battisti”. In una nota diffusa in giornata, Palma dichiara che “come Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà ho atteso che calasse il clamore attorno all’operazione che ha riportato Cesare Battisti alla doverosa realtà dell’esecuzione di quella pena che la giustizia gli ha inflitto per quanto commesso. Un punto di arrivo che avrebbe richiesto un atteggiamento sobrio sul piano istituzionale e su quello della comunicazione”.

“Non è stato così – sottolinea Palma -. E poiché alle parole che cercano, in contrasto con la nostra Costituzione,  di dare alla pena il significato del ‘marcire in carcere’,  si sono aggiunti i video che dettagliatamente riprendono le varie fasi della traduzione in carcere della persona estradata, ritengo doveroso richiamare quanto affermato dal nostro ordinamento penitenziario, che all’articolo 42-bis comma 4, prescrive che nelle traduzioni siano ‘adottate le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità’. L’articolo prosegue prevedendo sanzioni disciplinari per chi non osservi tale disposizione: certamente il legislatore non poteva supporre che fossero i vertici delle Istituzioni a non rispettarla”.

“Questo video – prosegue il Garante nazionale - postato dal ministro della giustizia e pubblicato sulla rivista online ministeriale purtroppo si aggiunge a quel riferimento al ‘marcire’ che il ministro dell’interno ha più volte espresso in suoi video: riferimento che indica una finalità della pena detentiva opposta a quella voluta dalla nostra Costituzione. Il Garante se da un lato confida, sulla base della più volte affermata volontà del ministro della giustizia del pieno rispetto della dignità di ogni persona, che si provvederà a rimuovere tali video, d’altro canto ritiene suo compito ricordare che epiteti, frasi e immagini che puntano ad acquisire consenso attraverso il ricorso a un linguaggio del tutto estraneo a quello del Costituente, finiscono per consolidare una cultura di disgregazione sociale e di tensione di cui il Paese non ha certamente bisogno”.

Commenti di condanna per la gestione mediatica dell’arresto di Cesare Battisti erano arrivati anche dall’associazione Antigone che aveva ricordato le norme a tutela delle persone private della libertà personale come “l’art. 114 del codice di procedura penale che vieta ‘la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica’ e l’art. 42 bis dell’Ordinamento penitenziario impone l’adozione di ‘opportune cautele per proteggere’ gli arrestati ‘dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità’”.

Sul caso interviene anche Francesco Maisto, presidente emerito del Tribunale di sorveglianza di Bologna, ricordando che “il comma 6bis dell’art 114 del codice di procedura penale fu inserito per rispondere alla spettacolarizzazione di una serie di arresti, come quello del parlamentare Enzo Carra, all’epoca di mani pulite, e di Enzo Tortora: "tutti episodi – spiega Maisto - che hanno poi indicato la necessità di una normativa stringente per sanzionare la violazione di comportamenti non soltanto disdicevoli ma anche, a quel punto, ritenuti illegali. Ma forse qui c’è qualcosa di più, che va al di là della violazione di precise norme. E credo sia una spettacolarizzazione basata sull’ignoranza, che tutto sommato dà una legittimazione particolare ad un arrestato, la cui cattura è dovuta al lavoro minuzioso e silenzioso di donne e uomini della polizia di Stato e della procura generale di Milano. Lavoro in atto da tempo”.

Gli interventi di Mauro Palma e Francesco Maisto seguono quello dell’Unione Camere Penali che ieri aveva definito “quanto accaduto in occasione dell’arrivo a Ciampino del detenuto Battisti” come “una pagina tra le più vergognose e grottesche della nostra storia repubblicana… Una pagina umiliante e buia di malgoverno, che rappresenta nel modo più plastico e drammatico un’idea arcaica di giustizia ed un concetto primitivo della dignità umana, estranei alla cultura del nostro Paese”. (Teresa Valiani)

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