15 novembre 2021 ore: 18:17
Famiglia

“Bimbo dona, papà dona”, così la cultura della donazione solidale investe la famiglia

La Federazione Italiana Adoces ha presentato la campagna rivolta ai neo-papà con meno di 36 anni che insieme alla mamma hanno scelto di donare il sangue cordonale del proprio bambino. “In questo modo si dona tre volte: la vita, il sangue cordonale, le cellule staminali emopoietiche in caso di compatibilità con un paziente affetto da leucemia o altra grave malattia del sangue”

ROMA - La Federazione Italiana Adoces, impegnata nella promozione della cultura della solidarietà e della donazione di cellule staminali emopoietiche attraverso un’azione continua e capillare in tutto il territorio nazionale, ha presentato oggi a Palazzo Giustiniani, sede del Senato, a Roma la campagna di “Bimbo dona, papà dona”, rivolta ai neo-papà con meno di 36 anni che insieme alla mamma hanno scelto di donare il sangue cordonale del proprio bambino. Per offrire alle coppie tutte le informazioni necessarie in merito alla donazione del sangue cordonale del piccolo e alla donazione di cellule staminali emopoietiche che può effettuare il papà con un prelievo di sangue - nel caso risulti compatibile con un paziente affetto da leucemia o altra grave malattia del sangue in attesa di trapianto -, e per rispondere alle domande di futuri genitori, la Federazione organizza un incontro online mensile, ogni ultimo martedì del mese,  con gli esperti del settore (i prossimi incontri sono fissati il 30 novembre e il 21 dicembre; il link viene comunicato sulla pagina Facebook Adoces - Federazione Associazioni Donatori Cellule Staminali Emopoietiche).

Un dono di famiglia

Le cellule staminali emopoietiche del sangue cordonale del neonato e del donatore adulto sono un Livello essenziale di assistenza del nostro Servizio sanitario nazionale. In relazione al progressivo aumento dei trapianti di cellule staminali emopoietiche, in Italia occorre assicurare un adeguato incremento delle donazioni a beneficio dei malati in attesa di trapianto.

Si rende quindi necessario mettere in essere nuove strategie di reclutamento di donatori di cellule staminali emopoietiche iscritti al Registro Italiano donatori IBMDR. Una di queste strategie, identificata dalla Federazione Italiana Adoces, che da sempre promuove la donazione di sangue cordonale e l’iscrizione al Registro IBMDR, è diffondere la consapevolezza che la donazione è un “valore familiare”, fin dalla nascita. Il progetto “Bimbo dona papà dona” si incardina, infatti, nel percorso donazionale del sangue cordonale, proponendo anche ai papà, già sensibili alla tematica e idonei, l’iscrizione al Registro IBMDR.

“Il progetto – spiega il presidente, Alberto Bosi - rappresenta la risposta della Federazione alla grande urgenza di reclutare nuovi giovani volontari: la pandemia Covid-19 ha messo duramente in crisi la rete donazionale e trapiantologica ed è fondamentale, per dare opportunità di cura a chi attende il trapianto, incrementare le donazioni italiane. Non solo, è indispensabile maturare una profonda consapevolezza del proprio gesto: oggi il 25% dei donatori richiamati rinuncia alla donazione, una percentuale troppo alta, che mette a rischio il futuro dei pazienti che non hanno in famiglia un donatore compatibile, per i quali il trapianto è la sola terapia salva vita”.

Nel periodo della pandemia se il sistema trapiantologico ha retto e nel 2020 in Italia è stato raggiunto il numero di trapianti più alto mai realizzato (nel 2021 si stima che verranno sfiorati i 900 trapianti), ciò che è entrato in crisi è il settore di reclutamento di nuovi donatori: il Registro IBMDR conta 600 mila donatori, nel 2020 nelle nuove iscrizioni c’è stata una flessione del 40% rispetto al 2019.

“Attraverso la messa online della nuova piattaforma https://www.adocesfed.it collegata al Registro italiano donatori IBMDR (dove sono conservati i dati genetici dei volontari e delle donazioni del sangue cordonale presenti nelle banche pubbliche) – continua Bosi - sarà possibile, oltre a pre-iscriversi al Registro, sviluppare questo nuovo importanti progetto che ha l’obiettivo di promuovere la donazione come un ‘valore di famiglia’, coinvolgendo nella scelta solidale genitori e figli”.

Un progetto multidisciplinare

Il progetto coinvolge istituzioni, società scientifiche e associazioni di volontariato che compongono il gruppo di Lavoro multidisciplinare che ha studiato un percorso formativo ed operativo per mettere in condizione la coppia di conoscere l’importanza delle donazioni e di donare in maniera informata e consapevole, contribuendo ad accrescere valore e cultura della donazione nonché ad incrementare risorse sanitarie preziose per tanti malati.

“Bimbo dona, papà dona” è un progetto multidisciplinare, che si incardina su un percorso già esistente e vede coinvolte molte figure professionali: dalle ostetriche ed i ginecologi che operano nei consultori territoriali e nei Punti Nascita e che durante i corsi di preparazione alla nascita promuovono la donazione solidale del sangue cordonale e l’iscrizione al Registro IBMDR, alle associazioni di volontariato che sensibilizzano alla donazione, ai medici delle banche di sangue cordonale e delle medicine trasfusionali. Ha già ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute, della Fnopo – Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, dell’Aogoi – Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, della Simti – Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia e del Gitmo – Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo.

Accanto agli appuntamenti mensili per i neo-papà, il progetto assicura anche l’aggiornamento del personale del personale che, a vario titolo, accompagna la coppia nel percorso donazionale: nei primi mesi del 2022 è   in programma un corso di aggiornamento online riservato a tutte le figure professionali coinvolte, accreditato ECM. Le associazioni professionali che hanno aderito si sono già attivate per la divulgazione del progetto e la sensibilizzazione delle giovani coppie: “Nel tener conto dei diversi aspetti con i quali la donazione si connota e di cui l’ostetrica/o è consapevole, – fa sapere Fnopo (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica) - il counselling sarà mirato a informare, sensibilizzare e promuovere con ampia visione etica della responsabilità”.

Perché i neo-papà sono una risorsa preziosa?

Anzitutto si tratta di persone già sensibili e informate sulla donazione del sangue cordonale e già dichiarate idonee durante la fase di anamnesi pre-donazione che avviene solitamente un mese circa prima della nascita del bimbo. Sono quindi donatori "ideali" a condizione che non abbiano superato i 36 anni, requisito necessario per iscriversi al Registro Italiano Donatori IBMDR. Inoltre, in quanto maschi, rappresentano il target che gli ematologi selezionano nel 70% dei casi per i trapianti perché le cellule prelevabili sono rapportate al peso corporeo. “La quantità cellulare – sottolinea Bosi - è un fattore importante per i trapianti di cellule staminali emopoietiche: quelle prelevabili da una ragazza di 50 chili, infatti, possono bastare per un bambino ma potrebbero non essere sufficienti per il trapianto nei confronti di un adulto, specialmente in caso di prelievo midollare. Inoltre, il sistema immunitario del padre non ha subito la stimolazione immunitaria come avviene nelle mamme durante la gravidanza assicurando quindi una migliore tolleranza immunologica al trapianto del paziente e quindi una migliore riuscita”.
Il percorso si rivolge ai padri affinché “consolidino” la decisione assunta insieme alla mamma di donare il sangue cordonale del proprio figlio, invitandoli a iscriversi loro stessi al Registro. In questo modo si dona tre volte: la vita, il sangue cordonale, l’iscrizione al Registro IBMDR. Un dono che rimarrà un prezioso ricordo per tutta la famiglia.

Partecipare a “Bimbo dona papà dona” è semplice, basta accedere alla nuova piattaforma https://www.adocesfed.it, (realizzata gratuitamente dalla Società Seisnet), e, dopo aver compilato la scheda di preiscrizione al Registro IBMDR spuntare nella sezione “Eventi” il progetto di proprio interesse. Si verrà quindi contattati dal Centro Donatori dell'ospedale prescelto per completare, dopo un breve colloquio con un medico e il prelievo di un campione di sangue o di saliva, le procedure per l'iscrizione al Registro. Infine, compilando la scheda di adesione ai progetti e inviandola a info@adocesfederazione.it, si può contribuire a perfezionare i percorsi rimanendo sempre aggiornati.
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