14 agosto 2013 ore: 11:35
Disabilità

Fashion Team, la prima agenzia in Italia che apre alle modelle disabili

E' previsto per il prossimo settembre il lancio della sezione Fashion Able. Sono cinque i book già on line. Il titolare Rosati: "Il nostro obiettivo è proporre persone disabili non per pubblicità legate al mondo della disabilità, ma rivolte a tutti”
Claudio Braccini Fashion Able - Antonietta

Antonietta

ROMA - Un sogno, quello di essere protagonisti del mondo della moda, per la prima volta in Italia sta diventando reale per i disabili. Succede a Torino, dove la Fashion Team, nota agenzia dal 1990 punto di riferimento nella promozione d’immagine, sta dando vita alla sezione “Fashion Able”. “Il nostro obiettivo è quello di proporre persone disabili non per pubblicità legate al mondo della disabilità, ma rivolte a tutti”, spiega Roberto Rosati, titolare della Fashion Team. “Crediamo che il fascino possa esprimersi ben oltre i canoni dominanti. La bellezza ha molte espressioni che meritano pari opportunità ad essere rappresentate. E la crescente attenzione da parte dei clienti al riguardo ci dà ragione”. Sebbene Fashion Able sia ancora in fase di costruzione, infatti, già la Iveco ha espresso interesse per il catalogo della sezione.

Al momento, sono cinque i book già on line, curati da Paolo Ranzani, vincitore nel 2009 del premio Miglior fotografo per “Open to all - Disabile a chi?”, reportage che ha coinvolto la danzatrice Simona Atzori e la medaglia d’oro del basket Andrea Rocca. Il fotografo piemontese ha seguito le prime fasi del progetto insieme ad uno dei volti dell’agenzia, Cinzia Rossetti, con la quale nel 2009 ha realizzato l’esposizione itinerante Femminilità è donna. “E’ stata lei il vero motore dell’iniziativa”, racconta Roberto Rosati. “Ora siamo in cerca di sponsor per supportare la campagna stampa - incalza lei - per il lancio ufficiale della sezione, previsto il prossimo settembre-ottobre”.

box Per essere selezionati dall’agenzia, basta inviare una richiesta sul sito della Fashion Team. “Come avviene per i normodotati, è importante ribadire che non tutti sono idonei a intraprendere questa professione”, sottolinea Rosati. Si punta sulla vestibilità, sull’espressività. Le fasce d’età vanno dai bambini ai grandi, per rispondere alle diverse esigenze di mercato. “In Europa il settore è già avviato. Qui no, ma i segnali di cambiamento sono nell’aria. Nelle pubblicità, ad esempio, si vedono sempre più persone etniche e di taglie oversize. E questo è già un elemento incoraggiante. Aprire a questo settore – conclude - sicuramente non darà risultati immediati. Ma bisogna pur cominciare”. (Loredana Menghi)

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