31 ottobre 2014 ore: 12:24
Disabilità

Vi racconto la vita da medico con una sola paziente: mia figlia autistica

“L’orologio di Benedetta”, volume autobiografico di Gabriella La Rovere, mamma di una 22enne che i medici avevano “condannato” e che oggi ha scoperto un vero talento come batterista. “Ma chi parlerà con lei quando io non ci sarò più?”
Gianluca Nicoletti e Gabriella La Rovere

Gianluca Nicoletti e Gabriella La Rovere durante la presentazione del libro

La copertina del libro
L'orologio di Benedetta - Copertina

Gabriella è un medico con una sola paziente. Da quando 22 anni fa è nata sua figlia Benedetta ha deciso di dedicarsi sempre di più a lei, fino ad abbandonare la professione di cardiologa per iniziare un complicato cammino alla ricerca di un’esistenza serena per la sua piccola famiglia, composta da due persone: lei e Benedetta, che ha una malattia rara come la sclerosi tuberosa e anche l’autismo. La loro vita in comune costellata di piccoli e grandi successi e di precipitosi, quanto inaspettati, passi indietro è al centro del volume autobiografico “L’orologio di Benedetta” (Mursia 2014), presentato ieri pomeriggio a Roma, presso la libreria Arion di Palazzo delle Esposizioni.

“Gabriella La Rovere fa parte di quella profonda, scriteriata congrega di genitori di ragazzi autistici che, anziché limitarsi a fare le vittime, hanno deciso di rimboccarsi le maniche, perlomeno fino a quando l’Alzheimer non li renderà fratelli dei propri figli”, ha detto, presentando il volume, Gianluca Nicoletti, noto giornalista radiofonico e padre di Tommy, un giovane con autismo a cui ha dedicato due volumi autobiografici: “Stanotte ho sognato che parlavi” e “Alla fine qualcosa ci inventeremo”, entrambi pubblicati da Mondadori.

Gianluca Nicoletti e Gabriella La Rovere durante la presentazione del libro
Gianluca Nicoletti e Gabriella La Rovere

Il filo rosso del volume “L’orologio di Benedetta” sta proprio nell’inarrestabile determinazione di Gabriella, che si rifiuta fin da subito di arrendersi a un’evidenza medica, che dà a sua figlia poche speranze. “Chissà se parlerà…” “Chissà se camminerà” “È il caso più grave che abbia visto nella mia carriera!” “Dottoressa, non si è accorta che sua figlia è autistica?” dicevano i medici a una madre, che accoglieva ogni verdetto come una lama affondata nella carne. E che, nonostante il dolore, non si è data per vinta, ma ha subito pensato a come riorganizzare la propria vita: un viaggio metaforico, e non solo, alla conquista di Benedetta, la ragazza che rischiava di non parlare e di non camminare e che oggi ha scoperto un talento imprevisto come batterista. Lo scorso maggio, infatti, si è recata a Londra per partecipare, come unica straniera, al concorso “Autism got talent”: il famoso talent show che ha avuto tra i suo i partecipanti anche la cantante britannica Susan Boyle.

Gabriella La Rovere e sua figlia Benedetta
Gabriella La Rovere e Benedetta

“Scrivere questo libro è stato molto utile per me – ha detto Gabriella La Rovere –. Ho ricordato tante cose che io stessa avevo dimenticato. A volte mi fanno notare che Benedetta parla, suona, ha una vita ricca, fa tante cose. È vero: ma si tratta di un obiettivo che abbiamo conquistato solo a prezzo un grandissimo impegno”. Un impegno che ora si traduce nella ricerca di un futuro accettabile per i propri figli, una volta che avranno perso i propri genitori. “Chi parlerà con Benedetta quando io non ci sarò più? Chi le preparerà la stessa tazza di latte e la stessa fetta di ciambellone ogni mattina come se fosse la prima volta? Chi la consolerà quando le crisi epilettiche la scuoteranno fin nelle viscere lasciandola spossata?” si chiede Gabriella. Una domanda angosciosa per tanti genitori di ragazzi autistici o con altre disabilità, che toglie il sonno a chi per i propri figli si è speso con tanta fatica ed energia. “È questo il vero dilemma – ha detto Nicoletti –. Devi fare i conti con il tempo che passa e il tempo è un grande usuraio. Ma alla fine qualcosa ci inventeremo”. (Antonella Patete)

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