21 novembre 2014 ore: 14:50
Economia

Social card agli immigrati, polemiche infondate: la prendono già da un anno

Il ministero dell’Economia risponde agli allarmismi di Lega Nord e Forza Italia diffusi sui social. Ieri un emendamento del governo alla stabilità interveniva sulla Carta acquisti, ma non sui beneficiari. Ecco cosa è accaduto
Social card. Vecchietta con card

- ROMA - Social card agli immigrati? Nonostante alcuni parlamentari e europarlamentari abbiano già gridato allo scandalo, la cosa non è nuova: la social card gli immigrati con regolare permesso di soggiorno ce l’hanno già dall’inizio del 2014 e non si tratta di un gesto di solidarietà tutto italiano, per il nostro paese si è trattato di un obbligo dettato da Bruxelles. Per smontare l’allarme rilanciato in rete, tra gli altri, dalla Lega Nord, per bocca dello stesso segretario, l’europarlamentare Matteo Salvini che su Facebook afferma “Il governo Renzi, con un emendamento, dà la social card anche agli extracomunitari. A me pare una presa in giro per gli italiani in difficoltà” o addirittura dal vice presidente del Senato e senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che su twitter si allarma per lo “strozzinaggio di stato per gli italiani ma social card estesa agli extracomunitari”, basta davvero poco. Sui siti internet di Poste italiane e del ministero dell’Economia e delle Finanze la risposta c’è già, nero su bianco: la social card va anche agli immigrati. Si tratta, infatti, di un’apertura introdotta con la legge di stabilità dello scorso anno per la carta acquisti ordinaria (quella da 40 euro al mese) per farla rientrare nei parametri europei e presente sin dall’inizio per quanto riguarda invece la sperimentazione della nuova social card nei 12 comuni con più di 250 mila abitanti (attualmente confluita nella sperimentazione del Sia, il sostegno per l’inclusione attiva)

A far saltar sulla sedia Gasparri e Salvini, un emendamento del governo alla legge di stabilità approvato in Commissione bilancio nella giornata di ieri. Nella relazione tecnica all’emendamento, infatti, si parla di “estensione del programma della Carta acquisti ai cittadini comunitari ed extra comunitari”, ma è una precisazione sul reale scopo dello stesso emendamento. Il testo, infatti, va a sanare un vuoto normativo di tre mesi, da gennaio a marzo 2014, in cui Poste italiane ha garantito la continuità delle erogazioni della social card. Vuoto dovuto alla soppressione dell’articolo 9 comma 15 del decreto milleproroghe che prevedeva proprio questa proroga. A far chiarezza sulla vicenda anche una nota del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), rilasciata proprio dopo l’approvazione dell’emendamento in questione. “L’emendamento del governo al ddl di stabilità in tema di carta acquisti ha l’obiettivo di porre rimedio alla situazione che si è creata a seguito della mancata conversione della norma contenuta nell’articolo 9 comma 15 del D.L. 150/2013 (decreto proroga termini) – spiega la nota -. Tale disposizione garantiva la continuità del programma Carta acquisti consentendo a Poste italiane spa di erogare il servizio di pagamento in favore degli aventi diritto alla social in attesa dell’espletamento della gara per la nuova aggiudicazione del servizio. Lo stralcio della norma in sede di conversione in legge del decreto avrebbe quindi come conseguenza la mancanza per Poste della titolarità giuridica ad effettuare il servizio.  Poste spa dovrebbe quindi recuperare da questi soggetti indigenti le somme erogate da gennaio 2014 a marzo 2014, quando la società, dopo aver vinto la gara indetta dal ministero dell’Economia e delle Finanze, ha stipulato il relativo contratto (24 marzo 2014)”.

Più dell’eventualità che i beneficiari della social card, poveri assoluti, potessero restituire quanto preso nei primi mesi del 2014, però, ad alcuni parlamentari è sembrata più preoccupante la scelta di stare all’interno delle regole europee. Ma per fortuna, stavolta, è il ministero dell’Economia a fare chiarezza. L’emendamento del governo “non prevede modifiche alle condizioni personali – aggiunge la nota del Mef -, anche quanto alla nazionalità, per accedere al beneficio, rispetto alla legislazione vigente che prevede anche per il soggetto extracomunitario con regolare permesso di soggiorno di lungo periodo,  il diritto alla social card”. Giallo chiarito, quindi, anche se in realtà bastava andare a leggere i requisiti della carta acquisti ordinaria pubblicati online e adottati dal Poste italiane non senza fatiche. Nonostante l’introduzione dell’allargamento ai migranti della social card con la legge di stabilità 2014, non sono mancati disguidi tecnici agli sportelli delle Poste, che hanno ritardato la possibilità agli stranieri di accedere al beneficio. Alla sfortunata storia della social card italiana, fatta di ritardi, fondi insufficienti a contrastare la vastità della povertà assoluta nel nostro paese, contestazioni e sperimentazioni dai tempi biblici, però, a quanto pare non potevano non mancare queste polemiche infondate, o costruite solo sul pregiudizio.(ga) 

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