30 novembre 2017 ore: 12:05
Immigrazione

Migranti, Unicef: nel mondo 50 milioni di bambini "sradicati"

Diritti, protezione e benessere dei bambini sradicati. Sono i temi che dovrebbero essere al centro degli impegni delle politiche migratorie globali secondo Unicef che, in vista dell'incontro sulle migrazioni sicure e regolate a Puerto Vallarta, in Messico ha lanciato un nuovo rapporto
Minori non accompagnati, ombre su muro

Diritti, protezione e benessere dei bambini sradicati. Sono i temi che dovrebbero essere al centro degli impegni delle politiche migratorie globali secondo Unicef che, in vista dell'incontro sulle migrazioni sicure e regolate a Puerto Vallarta, in Messico (4-6 dicembre), ha lanciato 'Oltre le frontiere/Beyond Borders: How to Make the Global Compacts on Migration and Refugees work for Uprooted Children', un nuovo rapporto che evidenzia le migliori pratiche per la cura e la protezione dei bambini rifugiati e migranti. Si calcola, infatti, che i bambini coinvolti nelle migrazioni siano 50 milioni a livello mondiale, 28 dei quali sfollati a causa dei conflitti.

Il rapporto contiene esempi pratici del lavoro di governi, partner della societa' civile e comunita' di accoglienza per sostenere e integrare i bambini 'sperduti' e le loro famiglie. L'incontro in Messico rappresenta un passo importante verso la stesura del Global Compact sulle migrazioni, un accordo intergovernativo di riferimento che coprira' tutte le dimensioni della migrazione internazionale. È il momento in cui i leader mondiali cominceranno a creare un consenso sugli impegni politici e finanziari in linea con la Dichiarazione di New York per i Rifugiati e i Migranti e con la Convenzione sui diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza.

"I leader globali e i responsabili politici che si riuniscono a Puerto Vallarta possono lavorare insieme per rendere la migrazione sicura per i bambini - ha dichiarato Ted Chaiban, direttore dei programmi dell'Unicef -. Il nostro nuovo rapporto mostra che e' possibile, anche in Paesi con risorse limitate, attuare politiche, servizi e investimenti che sostengano efficacemente i bambini rifugiati e migranti nei loro Paesi d'origine, mentre attraversano le frontiere e quando raggiungono le loro destinazioni". I bambini rifugiati e migranti sono particolarmente vulnerabili a xenofobia, abusi, sfruttamento sessuale e mancanza di accesso ai servizi sociali. Per questo, secondo il rapporto, e' indispensabile disporre di politiche che li proteggano nel corso del loro viaggio.

Attuazione di norme minime di protezione per i bambini rifugiati in Germania, sistemi transfrontalieri di protezione dell'infanzia nell'Africa occidentale, ricerca di alternative alla detenzione di bambini migranti in Zambia. Questi i casi studio riusciti di tutto il mondo presentati in tutto il mondo.i Altri Paesi citati nel rapporto sono Afghanistan, Italia, Giordania, Libano, Sud Sudan, Vietnam, Uganda e Stati Uniti. Ogni iniziativa puo' essere replicata in diversi contesti e puo' offrire informazioni per azioni e cambiamenti di politica incentrati sui bambini, a livello nazionale, regionale e globale, da concordare nell'ambito del Compact. 

In Italia - Il rapporto mette in evidenza come buona pratica nel nostro Paese l'adozione della legge n. 47/2017 recante 'Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati', meglio conosciuta come Legge Zampa. Il rapporto, in particolare, sottolinea come un eguale trattamento dal punto di vista legislativo sia cruciale per il processo di inclusione sociale dei minorenni migranti. La nuova legge, in questo senso, crea una cornice legislativa per la protezione dei minorenni stranieri non accompagnati (Msna) e definisce un sistema nazionale organico di protezione e accoglienza, a rafforzamento degli strumenti di tutela gia' garantiti dall'ordinamento e per assicurare omogeneita' nell'applicazione delle disposizioni in tutto il territorio nazionale. Nel rapporto c'e' anche la testimonianza di un ragazzo che dall'Africa occidentale e' migrato in Italia, resa sotto forma di intervista ad una sua coetanea italiana. Nelle sue parole e' possibile ritrovare le difficolta' del viaggio e dell'impatto con il nuovo Paese, ma anche la speranza di un futuro migliore: "[l'Italia] l'ho trovata diversa [da come l'immaginavo] perche' non avevo mai avuto esperienza di un tale livello di razzismo… Sono consapevole del fatto che non tutti sono razzisti; in una societa' ci sono persone buone e persone cattive… Sono interessatissimo alla lotta al razzismo e alla discriminazione. Dal mio punto di vista dovrebbero essere eliminati poiche' stanno davvero compromettendo lo sviluppo mondiale". (DIRE)

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