13 luglio 2017 ore: 10:06
Società

Buone pratiche contro la dispersione scolastica dall'India al Senegal

Comprendere il fenomeno attraverso esperienze di affiancamento presso organizzazioni di diverse parti del mondo. È quello che hanno fatto gli undici partecipanti al progetto di mobilità internazionale Edu-Action, iniziativa promossa da Per Esempio Onlus e cofinanziata dal programma europeo Erasmus+. Ieri a Palermo la conclusione del progetto
Dispersione scolastica. Progetto a Palermo 2

PALERMO - Comprendere il fenomeno della dispersione scolastica attraverso esperienze di affiancamento presso organizzazioni di diverse parti del mondo. È quello che hanno fatto per tutto il mese di marzo gli undici partecipanti al progetto di mobilità internazionale Edu-Action, iniziativa promossa da Per Esempio Onlus e cofinanziata dal programma europeo Erasmus+.

Nel corso del periodo di "job shadowing" svolto in organizzazioni in Bolivia, India, Italia, Portogallo, Senegal e Ungheria, gli operatori partecipanti al progetto hanno toccato con mano realtà impegnate nella lotta alla dispersione scolastica ed hanno partecipato all’attuazione di diverse strategie miranti a ridurre l’abbandono, da parte di bambini e ragazzi, dei propri percorsi educativi.

Dispersione scolastica. Progetto a Palermo 3

Durante l’incontro conclusivo di Edu-Action, ieri a Ballarò (Palermo) è stato presentato il manuale contenente tutti i contributi dei partecipanti sulle buone pratiche emerse. L’evento è proseguito la sera con l’iniziativa Borgo Vecchio sotto le stelle con la proiezione pubblica di un film. “Siamo giunti al termine di un progetto di mobilità che ha arricchito profondamente tutti i suoi attori - commenta Luisa Costa, project manager di Per Esempio e coordinatrice di Edu-Action -. Questo evento segna la fine di un percorso che ha evidenziato quanto le pratiche dirette ad accrescere i livelli di attenzione e di affettività verso i bambini e i ragazzi siano quelle più utili a prevenire il fenomeno della dispersione scolastica”. "Ci sono stati diversi seminari portati avanti a Palermo e altri momenti di analisi specifica all'interno dei paesi partecipanti - aggiunge ancora Luisa Costa -. Oggi un manuale racconterà i risultati raggiunti. In particolare, c'è un capitolo dedicato alla dispersione scolastica dei diversi paesi partner il cui significato non è uguale proprio per la presenza di sistemi educativi diversi. Un altro capitolo affronta la figura dell'operatore giovanile con alcuni articoli scritti da loro durante le loro esperienze nei diversi paesi. Nell'ultimo capitolo si parla proprio delle buone pratiche: tre buone pratiche da applicare in tutti i paesi partner". "Quello che è emerso è - continua - che per contribuire alla crescita della motivazione dei ragazzi ad andare a scuola e dei professori di seguire questi giovani occorre attivare approcci alternativi ed attività non formali che si inseriscono nel normale percorso formale previsto nei programmi ministeriali. Noi lavoriamo al Borgo Vecchio e sappiamo che il lavoro da fare in certi quartieri è ancora tanto perché occorre impegnarsi concretamente non soltanto sui ragazzini ma su tutta la comunità educante fatta dagli insegnati ma anche dalle famiglie che vanno aiutate e accompagnate al pari dei ragazzi". 

In linea con l’obiettivo della strategia Europa 2020 di ridurre al 10% il tasso di abbandono scolastico, il progetto "Edu-Action" mira a favorire la cooperazione e lo scambio giovanile tra i paesi aderenti e partner del programma in diverse regioni del mondo attraverso il coinvolgimento di organizzazioni giovanili impegnate nell’aumento della frequenza scolastica. La creazione del partenariato si è basata sul forte impegno dei partner, sulle esperienze precedenti e sulle loro competenze nel campo dell'educazione. Le attività previste sono state realizzate applicando metodologie di apprendimento informale e non formale, learning by doing e la partecipazione attiva seguendo un approccio socio-educativo.

Gli obiettivi del progetto sono stati quelli di promuovere la discussione e il dialogo sulle dinamiche sociali, politiche ed economiche che spingono i giovani ad abbandonare la scuola e il mondo dell'educazione; sviluppare le competenze personali e professionali degli youth workers nel campo dell'educazione e dell'apprendimento non formale; individuare e scambiare buone pratiche contro la dispersione scolastica da applicarsi nei paesi partecipanti e pronte ad essere sperimentate e ulteriormente sviluppate a livello internazionale. (set)

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