2 settembre 2016 ore: 12:39
Immigrazione

Migranti, Unicef: 500 mila bambini rischiano di finire nelle mani dei trafficanti

L'Unicef analizza i dati di Europol-Interpol: dal gennaio 2015 circa mezzo milione di bambini rifugiati e migranti si ritiene siano venuti in contatto con i trafficanti durante gli spostamenti. I minorenni non accompagnati sono quasi 100 mila rispetto al totale e sono particolarmente a rischio
Minore straniero accovacciato su uno scoglio

Roma - Nuovi dati rivelano che dal gennaio 2015 circa mezzo milione di bambini rifugiati e migranti si ritiene siano venuti in contatto con i trafficanti durante gli spostamenti; l'attesa e la disperazione li ha portati nelle mani di criminali pronti a sfruttare la loro vulnerabilita'. I dati pubblicati questa settimana da Eurostat rivelano che dal gennaio 2015 piu' di 580.000 richieste di asilo sono state presentate da parte di bambini in Europa. Secondo un recente rapporto di Europol-Interpol oltre il 90% degli spostamenti effettuati da rifugiati e migranti che arrivano nell'Ue sono stati favoriti da trafficanti che lavorano per reti criminali: e' stimato che almeno mezzo milione di bambini si siano rivolti ai trafficanti ad un certo punto nei loro viaggi. I minorenni non accompagnati sono quasi 100.000 rispetto al totale e sono particolarmente a rischio di rivolgersi ai trafficanti.

Per fare luce sul mondo sotterraneo e oscuro del traffico di migranti in Europa, e per definire meglio una risposta, l'Unicef ha raccolto informazioni da una serie di fonti - tra cui Europol-Interpol, testimonianze di bambini stessi, pubblicazioni di agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni non governative e autorevoli rapporti di media. "La chiusura delle frontiere ufficiali e' stato come aver chiuso le porte, ma lasciato le finestre aperte; questo spinge i bambini, in particolare quelli non accompagnati, ad affrontare rischi maggiori", ha detto Marie-Pierre Poirier, coordinatore speciale Unicef per la crisi dei Rifugiati e dei Migranti in Europa. "Gli Stati dovrebbero costruire sistemi di protezione piu' forti per i bambini, non costruire muri piu' alti".

Anche se l'ondata di rifugiati e migranti sta rallentando, chiusura delle frontiere, politiche migratorie rigide e l'accordo UE-Turchia hanno portato questi gruppi criminali ad adattare le rotte tradizionali che utilizzando per il traffico di droga e armi per trasferire rifugiati e migranti. "Politiche di controllo dalle migrazioni piuttosto che i diritti reali e urgenti e le esigenze dei bambini rifugiati e migranti hanno spesso guidato gli Stati nella loro risposta. Se ci fossero alternative sicure e legali, i bambini e le loro famiglie non sarebbero costrette a finire nelle mani dei contrabbandieri e dei trafficanti che portano molti di loro verso pericoli su rotte irregolari".

Il traffico e la tratta di esseri umani si stima che abbia un valore di circa 5-6 miliardi di dollari l'anno. Poiche' il numero di persone che effettuano viaggi pericolosi e' calato, l'Europol ritiene che questi criminali abbiano triplicato i loro prezzi, con molti migranti che ora pagano fino a 3.000 euro per ogni singola tappa del loro viaggio. I bambini spesso contraggono un debito con questi criminali per essere trasportati. Per far fronte a questi debiti sono spinti a correre maggiori rischi di sfruttamento da parte dei contrabbandieri, con segnalazioni di minorenni non accompagnati in Francia e in Italia costretti a subire favori sessuali, a lavorare e a commettere crimini. Per aiutare a proteggere i bambini rifugiati e migranti, l'Unicef lancia un appello urgente per: compiere maggiori sforzi per documentare il contrabbando e il traffico mirato sui bambini coinvolti nelle migrazioni; nei paesi di transito, in particolare in Grecia e in Italia, e' fondamentale che chi si occupa di protezione dell'infanzia sia formato per fornire consulenza individuale e sostegno a tutti i bambini rifugiati e migranti vulnerabili, con particolare attenzione a quelli non accompagnati e separati; ottenere una piu' rigorosa raccolta di dati qualitativi relativi. 

Quando la qualita' della risposta migliora - e comprende un colloquio individuale entro 72 ore, un migliore accesso alle informazioni, la nomina di un adulto di riferimento, come un tutore, un regolare feedback sulla loro vicenda e un migliore accesso all'assistenza legale- il rischio che i bambini fuggano inosservati per continuare il loro viaggio con i trafficanti, diminuisce significativamente. L'Unicef ha istituito team mobili in aree strategiche gli esperti di protezione dell'infanzia per fornire servizi ai bambini migranti e per aiutare rapidamente ad identificare i bambini che possono cadere vittime di traffico e di tratta. Ad esempio, personale specializzato e partner presso i centri per i bambini non accompagnati ad Atene (nella citta' e intorno) e nel porto di Lampedusa (in Italia) stanno contribuendo ad identificare ed assistere donne e ragazze che possono essere vittime di sfruttamento sessuale. L'Unicef e' anche impegnato nel monitorare ed analizzare l'impatto del traffico e della tratta sui bambini rifugiati e migranti. (DIRE)

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