19 maggio 2017 ore: 12:38
Disabilità

Sostegno scolastico, stesso docente per tutto l’anno? Forse è possibile

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti attuativi della Buona scuola, tra cui quello sull’inclusione. Salvatore Nocera esamina l’articolo 14, che prevede novità in materia di continuità del progetto didattico: “dopo il 20° giorno dall’inizio delle lezioni, il docente non potrà essere spostato di sede”
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ROMA – Migliora, forse, il sostegno scolastico: con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti attuativi della Buona scuola, diventano pienamente operative le novità, più o meno rilevanti, contenute in particolare nel decreto sull’inclusione. E un ruolo decisivo potrebbero averlo, in questo contesto, i docenti precari e quelli del cosiddetto “organico dell’autonomia”. Abbiamo chiesto a Salvatore Nocera, avvocato dell’Aipd e dirigente della Fish di illustrare e commentare  l’articolo 14 del decreto (“Continuità del progetto educativo e didattico”), che introduce alcuni meccanismi capaci forse di aumentare tanto il numero delle ore di sostegno quanto la continuità dei docenti a cui questo delicato compito è affidato.

Innanzitutto, si prevede (comma 2) che il dirigente scolastico possa proporre “ai docenti dell’organico dell’autonomia di svolgere anche attività di sostegno didattico, purché in possesso della specializzazione”, allo scopo di “valorizzare le competenze professionali e garantire la piena attuazione del Piano annuale di inclusione”. Questo significa, come spiega Nocera, che “oltre alle dotazioni necessarie su richiesta dei singoli casi, che devono essere valutate e confermate dall’Ufficio scolastico regionale, possano esserci, nell’organico dell’autonomia e soprattutto tra i docenti del potenziamento, insegnanti con specializzazione sul sostegno. Se ci sono, possono essere utilizzati per il sostegno. Una novità positiva – commenta Nocera – perché mette a disposizione una risorsa in più”.

Un’altra novità è contenuta nel comma 3, in cui si legge: “ai docenti con contratto a tempo determinato per i posti di sostegno didattico possono essere proposti, non prima dell’avvio delle lezioni, ulteriori contratti a tempo determinato nell’anno scolastico successivo, ferma restando la disponibilità dei posti e le operazioni relative al personale a tempo indeterminato”. Come spiega Nocera, questo “dà la possibilità di confermare fino a tre anni lo stesso docente precario con un alunno. Ma le condizioni che devono verificarsi affinché ciò si possa attuare rendono quasi inapplicabile questa possibilità – commenta Nocera – Innanzitutto, questi posti prima devono essere offerti ai docenti di ruolo e solo se questi non accettano, scatta questa possibilità del preside. L’altro vincolo – continua Nocera – consiste nel fatto che il preside può farlo solo a inizio anno scolastico, perché prima ci sono ancora le operazioni di mobilità. Può quindi accadere che nel frattempo il docente in questione abbia chiesto un’altra cattedra, nell’incertezza che la sua gli fosse riassegnata. E quindi, nel momento in cui scopre che la sua cattedra precedente è ancora disponibile, sia ormai impegnato su un’altra, a dispetto della continuità”. C’è poi una terza limitazione, segnalata da Nocera, che limita la possibilità di incrementare la continuità didattica: “in base a una sentenza della Corte Europea, il docente precario non può essere nominato per più di tre anni sullo stesso posto, o scatta obbligo dell’assunzione a tempo indeterminato. Questi tre sono i principali limiti entro cui questa norma, certamente innovativa e applicabile in alcuni casi, non può essere facilmente applicabile”.

Un’altra novità potenzialmente importante è contenuta nel comma 4 dell’articolo 14, in cui si legge che “al fine di garantire la continuità didattica durante l’anno scolastico, si applica l’articolo 462 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297”. Spiega Nocera. “il 40% degli alunni disabili lo scorso anno ha cambiato più di una volta docente sostegno. Il comma 4 dell’articolo 14 tende proprio a evitare questo: dopo il 20° girono dall’inizio delle lezioni, il docente non può essere spostato di sede. Oggi avviene invece che l’arrivo del docente avente diritto, in qualsiasi momento dell’anno, di fatto ‘caccia’ il docente nominato supplente: ora invece questo meccanismo potrebbe garantire la continuità del sostegno per tutto l’anno”. Le novità positive insomma potrebbero esserci, pur con limitazioni e vincoli nell’applicazione delle norme. (cl) 

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