19 ottobre 2017 ore: 14:27
Non profit

Rifugiati in servizio civile, Manzione: il meccanismo potrebbe essere esteso

"Si tratta di un tentativo di carattere sperimentale. Se, come noi immaginiamo, ci saranno buoni risultati sotto il profilo dell'integrazione, eventualmente potremmo pensare di estendere il meccanismo". Cosi' all'agenzia di stampa Dire...

ROMA - "Si tratta di un tentativo di carattere sperimentale. Se, come noi immaginiamo, ci saranno buoni risultati sotto il profilo dell'integrazione, eventualmente potremmo pensare di estendere il meccanismo". Cosi' all'agenzia di stampa Dire il sottosegretario al ministero dell'Interno, Domenico Manzione, a margine della presentazione dell'Avviso riguardante i 'Progetti di servizio civile universale da realizzare anche con l'impiego di giovani titolari di protezione internazionale ed umanitaria', che si e' tenuta stamattina nella Sala Donat Cattin del ministero del Lavoro a Roma.

"Il servizio civile universale riguarda i ragazzi italiani- aggiunge Manzione- Abbiamo pensato di aprirlo per la prima volta anche ai ragazzi che sono stati riconosciuti titolari della protezione internazionale. È un meccanismo che mette a confronto due realta' che devono interagire tra di loro perche' questo e' probabilmente il miglior germe per assicurare un'integrazione dei giovani richiedenti asilo che si sono visti riconosciuta una posizione giuridica".

E, rispetto agli strumenti che saranno messi a disposizione dei 3.000 rifugiati che potranno partecipare quest'anno ai progetti di Servizio civile universale, Manzione specifica: "Nel Piano integrazione che abbiamo appena approvato direi che i primi due step sono quello di un apprendimento della lingua, perche' la comunicazione per l'integrazione e' fondamentale, ma anche quello di una rappresentazione precisa di quelli che sono i doveri inderogabili previsti dalla prima parte della nostra Carta Costituzionale, che poi sono i principi che sorreggono la civile convivenza in questo Paese".

Il primo piano nazionale di integrazione rivolto ai beneficiari di protezione internazionale, a cui il progetto e' fortemente correlato, e' stato presentato lo scorso 27 settembre al Viminale dal ministro dell'Interno Minniti ed e' il risultato del lavoro del tavolo di coordinamento nazionale. Il piano vedra' nella sua successiva realizzazione il contributo di amministrazioni centrali, di livello internazionale e locale, e del terzo settore. (DIRE)

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