18 luglio 2016 ore: 13:07
Disabilità

Autismo: senza assistenza niente centro estivo, Cristian resta a casa

Succede a Valmontone. Il comune si fa carico dell'assistenza solo per 80 ore. E l'assistente privato non può entrare. Così, da venerdì, Cristian ha smesso di frequentare il centro estivo. "E' rimasto nella sua 'casa di vetro', dove trascorrerà lunghe e solitarie giornate"
Centro estivo

- ROMA – L'autismo non va in vacanza. Ma neanche al centro estivo: le barriere burocratiche e culturali rendono spesso impraticabile l'inserimento di un ragazzo disabile nelle strutture abitualmente frequentate dai suoi compagni per almeno alcune settimane estive. Sta accadendo a Cristian, un ragazzo autistico che vive con la sua famiglia a Valmontone, a pochi chilometri da Roma. “Quando sono andata a iscrivere al centro estivo Cristian e sua sorella Noemi – ci racconta la mamma - mi hanno comunicato che non erano attrezzati per bambini autistici. In mancanza di accompagnatore, potevano accettare solo Noemi. Mi hanno detto che erano in contatto con i Servizi sociali e che forse ci sarebbero stati dei posti gratuiti riservati ai ragazzi disabili, per i quali il comune si sarebbe fatto carico dell'assistenza. Allora mi sono attivata e ho sollecitato chi di dovere. Dopo varie vicissitudine, hanno effettivamente riservato 5 posti ai ragazzi disabili, ma a pagamento: 50 euro a settimana, come i loro compagni. E con un educatore dedicato, ma per un totale di sole 80 ore”.

Così Cristian ha iniziato a frequentare il centro estivo comunale di Valmontone. "Ed era contento - assicura la mamma - si trovava bene, era stato accolto bene dai suoi compagni. Andava volentieri e tutti si congratulavano per la sua condotta. E naturalmente per noi era una grande sollievo. Peccato, però, che 80 ore finiscono presto: sono due settimane di frequenza a tempo pieno..." Così,  come spesso accade, la famiglia era pronta a metter mano al portafogli, per pagare di tasca propria l'assistenza per il figlio nel momento in cui fosse "scaduta" la copertura del comune. “Mi sono messa in contatto con un educatore privato – riferisce ancora Vanessa – ed ero pronta a pagarlo per le ore pomeridiane, non coperte dall'assistenza fornita dal comune. In questo modo, Cristian avrebbe potuto frequentare il centro anche oltre le 80 ore e quindi per un periodo di tempo più lungo: in parte, con l'educatore fornito dal comune, in parte con quello a carico nostro”.

La proposta è stata in un primo tempo accolta positivamente dalla struttura. “Poi però è stata esclusa questa possibilità, per una serie di problemi burocratici posti dalla cooperativa: alla fine, mi è stato comunicato che, a partire da venerdì 15, Cristian non avrebbe più potuto frequentare il centro estivo, perché le ore messe a disposizione dal comune sono esaurite. E Cristian, anche oggi, ha visto sua sorella Noemi uscire per andare al centro che anche lui frequentava e in cui stava bene, ma che oggi non lo accoglie più. E' rimasto nella sua 'casa di vetro', dove trascorrerà lunghe e solitarie giornate. La sua disabilità è bastata a chiudere anche questa porta”. (cl)  

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news